Per cosa sto pagando, io?

La copertura Wind, in questo esatto punto, è totale in HSDPA.
 
Vodafone invece rende la connessione quasi completamente
inutilizzabile. Con un trucchetto: Se mi connetto, e dopo 30 secondi
la connessione diventa più piatta di una tavola da surf, la Vodafone
mi scala la bellezza di 15 minuti.
 
Adesso capisco perchè non c'è un offerta conveniente a volume di traffico.
 
Ma la soluzione c'è: usare la chiavetta (che ho comprato, non
vincolandomi a 24 mesi) con una sim di un altro operatore. Che guarda
caso, può essere tranquillamente Wind.
 
E la domanda è: perchè offrire (e far pagare oro) un servizio che non
si è in grado di sostenere con uno standard di qualità elevato?

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Ecco perchè i fan di Twilight vivono male, spiegazione

Sulla gazzetta di Forks, oggi, l'utente mary-paris riportava (copia-incolla) il mio post di ieri dicendo:
"bhoooo,questa,non,si,capisce"
 
Quello che volevo far notare forse è andato perso con la formattazione, ossia due dei principali siti italiani su Twilight (anzi direi gli unici due siti di riferimento non ufficiali, dato che oltre quelli c'è solo la gazzetta di forks) fanno un aggiornamento su quanto è fico Robert Pattinson rispettivamente alle 5 (Twilight Italia) e alle 4 del mattino (Twilighters), si veda il post di ieri.
 
Insonnia in stile vampiro o semplice necessità di tanta valeriana e un pò di bromuro per calmare i bollori?
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Ecco perchè i fan di Twilight vivono male

Mattina immediatamente dopo la cerimonia degli Oscar 2009 (in cui Twilight neanche è nominato, ma il bellone Robert Pattinson presenziava).

Twilight Italia:

Robert agli Oscar 2009! Video dal Red Carpet e dal Palco! 
Scritto da Shire Nonius / Lunedì 23 Febbraio 2009 ore 05:29

Twilighters Italia:

Gli oscar sottotitolati su Youtube! 
Written by -TheRaVen- / Monday, 23 February 2009 (ore) 04:22

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Non so come lo si possa chiamare....

...ma a me sembra un bel pretesto per fare censura preventiva.
Soprattutto per un canale di informazione non facilmente controllabile (internet, appunto).
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Data l'aria che tira...

...fossi stato svizzero, avrei votato contro.
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Think Different

Un commento inviato ad Apple Lounge.

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Ma quale stile di vita. Si parla di marketing puro. Soprattutto oggi.

Dimostrazione pratica.

Ho avuto, per lavoro, un macbook air per due settimane.
Ho avuto anche un MSI Wind da 10 pollici, con installato sopra Leopard.

Risultato: medesimo sistema operativo, medesime prestazioni.
Office gira alla stessa velocità. Con la stessa stabilità.
Medesimo discorso per iTunes, iPhoto, iChat, iWork, Aperture.
E il MSI, bianco, è pure bello da vedere.

Quindi, signori, non giriamoci intorno: da un punto di vista hardware, il mac, così come altri pc, non è altro che un sistema assemblato.
Con un bello chassis, sicuramente.

Ma rimane un sistema assemblato.

Che poi la Apple lo concepisca solo ed esclusivamente per determinate configurazioni, beh, questa è una politica aziendale, ma non ne può derivare uno stile di vita.. almeno tanto quanto non sia definibile uno "stile di vita" l'usare linux al posto di windows. E' una frase da marketing e basta.

Altra dimostrazione? Apple non è meglio di Microsoft, da un punto di vista software.

All'uscita di Leopard, il 10.5.0 ha causato MOLTI problemi a chi l'ha adottato subito. Incompatibilità con dispositivi esterni, programmi che non partivano più, kernel panic e altro.
E tutto questo su un parco hardware MOLTO più limitato rispetto a quello di windows, che ha milioni di combinazioni possibili.

Quindi non venitemi a parlare di differenze in termini di "nessun problema". I problemi ci sono, e vengono smussati nel corso del tempo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai Leopard sia già alla 10.5.6 (visto che gli update di sicurezza vengono rilasciati anche a parte).

A questo aggiungeteci che Apple cerca di farsi pagare ogni singolo centesimo dall'utente. Vuoi le canzoni, che hai già pagato, in formato MP3 per farci quello che vuoi? Benissimo, pagami IN PIU' un terzo del costo. Sei stato, utente americano, fedele ad iTunes senza andare su Amazon MP3 e hai comprato 100 canzoni? Perfetto, per ringraziarti ti faccio pagare altri 30 dollari per avere i tuoi MP3.
Utente iMac (come me), vuoi un cavo di uscita verso un monitor? Bene, compra pure l'adattatore miniDVI a 20 euro.
Utente iPod Touch (che possiedo), vuoi l'aggiornamento 2.0 per un dispositivo che hai già pagato? Dammi pure 10 euro.
Non parliamo poi delle assurde limitazioni su iPhone (che uso come telefono principale). Un anno fa, Jobs nel keynote diceva: "il multitasking? Oh che cosa inutile". Peccato che il multitasking ci sia sempre stato per le applicazioni che Apple voleva (es. riproduttore musicale, orologio, agenda, ecc) e ora ci sia una richiesta a gran voce per introdurlo. Però guarda caso, si parla solo del NUOVO modello di iPhone (come se fosse una limitazione hardware).

La mia opinione su tutto questo? Semplice.
Mac OS X è un sistema operativo straordinario.
Che gira su componentistica assolutamente standard, in un bello chassis, il tutto prezzato ad un premium price, a mio parere giustificabile.

Ma non mi si venga a dire che è uno "stile di vita". E' un modo alternativo di utilizzare il computer, questo si. A prestazioni assolutamente paragonabili, però, ad altri sistemi.
E, dettaglio tutt'altro che trascurabile, secondo i dettami di mamma Apple che, come dimostra ormai costantemente, ha come unico obiettivo il fidelizzare più possibile l'utente per prendergli quanti più soldi possibile.

Io non lo chiamo, nel 2009, "think different".
Lo chiamo "pay differently".

E ciò nonostante sono utente mac. Ma dove possibile, cerco di mantenere un minimo di obiettività.

Saluti

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Metro nella neve

Circa -10 gradi. Brrr.

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Inviato da iPhone

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E' arrivata - Nikon D90 con kit 18-105

Finalmente. Comprata oggi pomeriggio, insieme anche ad un obiettivo 50mm f/1.8 Nikkor (con cui ho malamente scattato questa). Il manuale d'istruzioni è in tutto e per tutto un libro... Cominciamo :)

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Filed under  //   acquisti   fotografia  

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Subdola persuasione

Su google talk, una sottile opera di persuasione da parte di Giovanni per il mio prossimo (molto) probabile acquisto di una Nikon Reflex (quasi sicuramente questa).

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Filed under  //   fotografia   funny  

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Facebook, la dipendenza e i tentativi di storture mediatiche


E' cominciato il "discredito mediatico" di Facebook, l'ennesima "nuova cosa tecnologica" da poter attaccare e discreditare per fare notizia e riempire pagine di giornali. 

Il (primo?) tentativo è stato fatto ieri dal Corriere della Sera, seppur usando toni pacati (cosa comprensibile, vista la tiratura ed il target del giornale). Va a tinte forti invece stamattina il "City", quotidiano gratuito del medesimo gruppo editoriale (qui la versione elettronica disponibile gratuitamente - download di 9 Megabytes)

Così come Internet, agli albori della propria diffusione di massa, era (almeno secondo giornali e televisioni) un posto pieno di pericoli che si annidavano dietro ogni angolo (tra cui pedofili, stupratori e malfattori della peggior specie), così non manca occasione di fare notizia, o meglio di creare la notizia, con un tocco di cronaca nera e terrorismo mediatico.

E quindi anche Facebook, perlomeno nelle intenzioni di Corriere e City, diventa un fenomeno poco compreso da trasformare in rischio o minaccia. Basta guardare la pagina del City di oggi (nello screenshot) o riflettere su quanto scritto dal Corriere.it ieri, secondo il quale chi si iscrive a Facebook:

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GLI IDENTIKIT DEI «FACEBOOKMANIACI» - Ecco, secondo gli esperti, l'identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.

1) I nostalgici: Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato (...) Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, (...)

2) I latin lover virtuali: Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, (...) «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti», spiega Cantelmi.

3) I cuori infranti: (...) a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. (...) «In questo caso l'insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la Vinciguerra - (..)

4)Gli insoddisfatti (...)

5) Quelli della pubblicità: Sono più o meno famosi, politici, (...) per farsi mega-spot gratuiti.

6) Quelli con l'ater ego: Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti,(..) Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.

(articolo a questo indirizzo)
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Ora mi chiedo, una persona che legge l'articolo, completamente digiuna dell'argomento (e probabilmente ignara che facebook è ormai principalmente una moda, non un rifugio per persone con disagi sociali), cosa potrà pensare alla notizia che il collega di lavoro, l'amico o (addirittura!) il proprio figlio/a si è registrato al sito?

Questo fenomeno (ma non sto parlando di Facebook, bensì del trattamento mediatico) è ben spiegato dal Professor Pio Baldelli, Fondatore della Cattedra di Teoria e Tecniche della Comunicazione di massa, dell'Università di Firenze.
In questo suo articolo  il Professore analizza le forme di "violenza" perpetrate dai mass-media e dettaglia una categoria che probabilmente è applicabile a questo caso: 

"(...) nell'ansia di "fare colpo" sull'opinione pubblica e, quindi, di vendere bene e subito, l'informazione-mercato preferisce sostituire lo "scoop" al lavoro serio del giornalista-testimone e rimpiazza l'elaborazione critica della notizia, da parte del lettore o spettatore, con la "scarica adrenalina" oppure, quando si tratta di fatti (o fattacci) privati, con lo sguardo ammiccante dal "buco della serratura" (...)"

Per carità, non voglio dire che le analisi degli "esperti" segnalati dal corriere siano senza fondamento. E tantomeno voglio dare ad intendere che la presenza online, per alcuni soggetti, non sia effettivamente un sintomo del proprio disagio sociale. Tuttavia, in questo caso mi pare evidente che, data la diffusione della rete Internet e delle mode ad essa associate, in questo caso si stia cercando di equiparare l'equivalente di una moda (quale può essere, ad esempio, il comperarsi un paio di pantaloni all'ultimo grido) ad un vero e proprio disagio psicologico. Insomma, per usare il termine descritto da Baldelli, "Violenza gratuita".

Il Corriere ha gettato l'amo. Ora rimane da vedere se altri giornali, telegiornali o media equiparabili abboccheranno all'esca.

L'articolo "Mass media e violenza" è disponibile a questo indirizzo . 

 

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